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Febbraio 2012

Max Mara Art Prize for Women

Emilie29 ottobre, 2009

Vi ho mai detto che nel mio lavoro gli impegni si susseguono a ritmo frenetico e mentre stai facendo una cosa, ne devi nel frattempo seguire altre due o tre? Bene, ve lo dico adesso.
Tornata da New York, sono filata subito a…Reggio Emilia, dove c’è la nostra sede e quella della collezione d’arte Maramotti, per la prima dell’opera dell’artista Hannah Rickards, vincitrice della seconda edizione del ‘MaxMara Art Prize for Women’ 2007/2009, premio istituito per le artiste donne residenti in Gran Bretagna.
Sono arrivati a Reggio Emilia giornalisti da Germania, Gran Bretagna, Russia,  Italia e poi collezionisti,  curatori, esperti d’arte, e via dicendo. Ovviamente l’artista che, grazie al premio, ha passato sei mesi in Italia per preparare il suo lavoro che si chiama “No, there was no red”, un filmato che raccoglie i racconti orali di testimoni di un raro fenomeno ottico per il quale sul lago Michigan si vede il miraggio di una città. E’ stato interessante vedere quante differenze soggettive ci possono essere nella descrizione del fenomeno, ognuno degli intervistati ha una sua versione, una sua percezione, di luci e colori, di profondità e dimensioni.
A me è parso un dibattito sulla verità, ognuno esprimeva il suo, personale, punto di vista, frammentando la realtà in tante visioni parziali. Molto affascinante, oddio, forse sono ancora sotto jet lag!!!

I giornalisti hanno prima visitato la Collezione Maramotti , che raccoglie, nella sede storica, restaurata,  della nostra azienda ,  le opere d’arte collezionate dal fondatore del Gruppo MaxMara, Achille Maramotti e in seguito dai figli. Circa 200 lavori che rappresentano le principali tendenze artistiche italiane e internazionli degli ultimi 60 anni. Il film di Hannah Rickards è stato proiettato nella Pattern Room. E’ seguito un dibattito e un piccolo cocktail.

Infine, cena al Caffè  ‘Arti e Mestieri’. Lì mi sono seduta con dei giornalisti francesi, ma ho dovuto controllare che tutti i tavoli fossero ben assortiti tra curatori, giornalisti, la famiglia Maramotti e ospiti illustri.
Devi avere mille antenne per captare l’atmosfera dei singoli gruppi, capire se tutto fila o c’è qualcuno che si annoia o vorrebbe star vicino ad altri. Dal mio giro di ricognizione ho appurato però che tutti conversavano animatamente, in un clima divertito e disteso. Comunque io mi sono rilassata solo all’arrivo dell’aragosta. Ma, avevo appena preso la forchetta in mano che…buio in sala, luci spente e fiato sospeso. Una performance improvvisata dell’artista? Ma no, era il compleanno di una ragazza al tavolo vicino al nostro, con tanto di torta con le candeline.

Ah, dimenticavo: se vi interessa la collezione, si può visitare gratuitamente, previa prenotazione, dal giovedì alla domenica. Si trova in via Fratelli Cervi 66, a Reggio Emilia. Questo il sito per orari e informazioni www.collezionemaramotti.org.
Io ve la consiglio!
A presto..

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